Le Memorie di Facebook

Facebook è il principale Social Network a livello mondiale per numero di utenti.  Ha ormai superato i due miliardi di utenti iscritti, da fonte wearesocial.

Facebook Usage By Wearesocial

Memorie è una sua nuova sezione la cui introduzione sui profili è stata annunciata lo scorso 11 giugno, una sezione all’interno di Facebook dove troveranno ora posto tutti i momenti condivisi con amici e parenti.

Inclusi post, collage e montaggi speciali di video e foto, gli anniversari delle amicizie ed altri eventi importanti della vita.

Con le memorie di Facebook sarà anche possibile avere un riepilogo mensile o stagionale dei nostri ricordi raggruppati in brevi video o messaggi così che se dovessimo perderceli, Facebook sarà lì pronto a consentirci di recuperarli.

La sezione dedicata è disponibile qui www.facebook.com/memories

Facebook Memories

Cosa sono i neutrotrasmettitori

La dopamina e la serotonina sono due neurotrasmettitori dell’eccitazione prodotti dal nostro cervello.

In breve, la prima è responsabile del controllo dei comportamenti motivanti ed è innescata da impulsi di auto gratificazione.

Mentre la serotonina regola il tono dell’umore ed è veicolata da stimoli di attrazione. E’definita spesso come la “molecola dell’amore”.

I due neurotrasmettitori sono prodotti all’interno del cervello intermedio.

E’ bene sapere infatti che il nostro cervello non è un organo unico, bensì è composto da tre parti ben distinte: quello antico (o rettile) che reagisce agli stimoli legati alla nostra sopravvivenza, l’intermedio (o mammifero) dedicato all’elaborazione delle emozioni e quello recente (o corticale), legato alle operazioni logiche.

Le tre aree si comportano in maniera autonoma anche se integrata e intervengono nell’elaborazione degli stimoli che provengono dall’esterno influenzando i nostri comportamenti con modalità e tempistiche diverse.

Conoscerne caratteristiche ed interazioni può essere molto utile per sapere come si comportano e reagiscono i consumatori rispetto alle politiche di marketing e comunicazione.

C’è un bel libro che vi consiglio dedicato a questi temi, l’ha scritto Andrea Saletti e vi invito a leggerlo: Neuromarketing e Scienze cognitive.

Che c’entrano questi argomenti tra loro?

Facebook ha registrato feedback positivi da una funzionalità che tutti gli utilizzatori hanno avuto prima o dopo modo di conoscere: “In questo giorno”.

E le Memorie di Facebook pare nasca proprio prendendo spunto dal successo di questa sezione, lanciata nel marzo 2015.

Le Memorie di Facebook

Ecco cosa sostiene Oren Hod, product manager di FacebookEvery day more than 90 million people use On This Day to reminisce about these moments they’ve shared on Facebook, and research suggests this kind of reflection can have a positive impact on people’s mood and overall well-being”.

Traendo qualche conclusione, Facebook ha osservato che quando usiamo il social network e ci vengono proposti nella bacheca del nostro profilo ricordi, foto o anniversari di amicizie (“In questo giorno”) e veniamo in contatto con immagini o video che ci ricordano eventi felici e persone care, percepiamo un benessere fisico e ci sentiamo meglio.

È probabile quindi che questi ricordi nostalgici stimolino il nostro cervello a produrre dopamina e serotonina con conseguenze positive sull’umore e sul benessere generale.

E se produciamo questi neurotrasmettitori proprio quando siamo alle prese con il social network, va da sé che proveremo un atteggiamento positivo verso l’esperienza in Facebook. 

Quindi sarà più probabile che ci ritorneremo.

Che interagiremo, lo consiglieremo, cliccheremo sulla pubblicità o ci faremo consigliare nei prossimi acquisti.

L’user engagement è il tema principale su cui si stanno concentrando i Team del Social Network, concentrati ad evitare la diaspora degli utenti (specialmente i più giovani, i millennials) verso altri strumenti (Snapchat?).

Ma i nostri ricordi non sono sempre positivi

La vita però è fatta di momenti belli e brutti, quindi è possibile che abbiamo postato nel tempo commenti, foto o video relativi a matrimoni o relazioni poi finite male, amicizie concluse, ecc.

In questo caso rivedere vecchi post non stimolerebbe i neurotrasmettitori del desiderio, ma al contrario, renderebbe il social network un luogo da evitare.

Considerato che Facebook vuole che riceviamo solo ricordi positivi che possono rallegrare le nostre giornate nel nostro contatto con il social network, ha previsto anche quest’eventualità:

–         gli utenti saranno in grado di controllare e regolare in un’apposita sezione quali momenti potranno comparire nella sezione Memorie, consentendogli di evitare di vedere i ricordi collegati a determinate persone (vecchi fidanzati, matrimoni finiti, amici perduti) o date ed eventi particolari.

Modificare le Memorie di Facebook

–         Non solo l’algoritmo di Facebook pare sarà in grado di rilevare e filtrare autonomamente ed automaticamente i ricordi negativi in base a determinate parole chiave e reazioni che attivano il post per evitare che riemergano nel vostro feed delle notizie.

Quindi, preparati a fare lunghi viaggi nei tuoi ricordi, nei post che hai caricato e condiviso nel tuo profilo.

Tutto questo grazie all’ultimo aggiornamento di Facebook.

Ulteriori informazioni sulla presentazione della nuova sezione Memorie puoi trovarle qui https://socialme diaweek.org/blog/2018/06/facebook-introduces-memories-a-dedicated-section-for-reminiscing/

Sapete cos’è la pubblicità comportamentale?

Alcuni di noi, che non siamo millennials, potrebbero ancora pensare che la pubblicità online che vediamo nei siti o nelle app visitate sia come la pubblicità televisiva. 

Lo spot è trasmesso in contemporanea su tutti i televisori e tutti quelli che sono in quel momento davanti ai video possono vederlo. Tutti certamente interessati alla trasmissione che stanno seguendo ma non per forza alla réclame.

La pubblicità televisiva rimane un media di massa
La Pubblicità televisiva

Il meccanismo della pubblicità online è invece spesso diverso, e questo è uno dei grandi vantaggi di questa tipologia di advertising.

Quando è fatta bene, può essere resa visibile solo al target giusto (utenti selezionati per età, genere, interessi, siti visitati, ecc.) e potenzialmente interessato.

Pubblicità contestuale e comportamentale

In particolare, possiamo distinguere tra due macro tipologie: la pubblicità contestuale (tipico il caso di Google dove puoi posizionare i tuoi annunci a seconda delle parole presenti nella pagina o alla tipologia di sito o argomento che caratterizza la pagina/sito).

E la pubblicità comportamentale (nota anche come ‘pubblicità basata sugli interessi’), una tipologia di advertising che prima seleziona il target usando le informazioni raccolte relativamente al comportamento di ogni utente sul web e sulle app (pagine visitate, ricerche fatte, ecc.) in modo da individuare i suoi interessi e bisogni, e poi gli/le sottopone annunci pubblicitari in linea con gli stessi.

A scanso di equivoci, editori e inserzionisti non sanno chi siete perché le informazioni raccolte non possono essere usate per identificarvi e si basano sull’attività di navigazione (anonima) tracciata solo per sottoporvi gli annunci in linea con i vostri interessi.

Perchè scegliere la Pubblicità comportamentale?

La scelta della pubblicità comportamentale (annunci di brand, a prodotti o servizi) risulta in genere essere più efficace di quella contestuale, perché più in linea con l’utente che la vede.

Prendiamo ad esempio che avete tempo per rilassarvi e decidete di leggere la pagina online di un quotidiano sportivo per verificare i risultati dei mondiali di calcio. Successivamente, ricollegandovi a internet per visitare un sito di news, potrebbe capitarvi di visualizzare la pubblicità di una scarpa per il trekking.

La pubblicità comportamentale

Il sistema di raccolta di informazioni vi ha identificato come utente interessato “allo sport” e quindi vi ha associato con un’inserzionista che vende quella tipologia di prodotti e sta cercando di promuoverli. Di fatto l’azienda in questo modo ha maggiori probabilità di proporsi ad un target potenzialmente più recettivo e con maggiori probabilità di acquistare il prodotto. E voi di conoscere un prodotto di vostro interesse.

Se non voglio autorizzare la pubblicità comportamentale?

Quello che non tutti sanno, è che è possibile autorizzare / non autorizzare alcuni siti dal mostrare pubblicità di questo tipo.

Esistono per questo diversi sistemi. Google ad esempio ha il suo personale, una procedura personalizzata accessibile a tutti https://adssettings.google.com/authenticated per rimuovere le autorizzazioni a “identificare i vostri interessi/bisogni” e a seguirvi con gli annunci della sua rete GDN (o Google Display Network), ecc.

Google Ad Policy

Ma non c’è solo Google, il sito web http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte è un altro strumento che, oltre a fornire spiegazioni esaustive di come funziona questo meccanismo, vi mette a disposizione un servizio che vi consentirà di effettuare l’opt-out per disattivare in modo autonomo la pubblicità comportamentale.

Il sito youronlinechoices

Nel sito potete collegarvi con il dispositivo/browser che solitamente utilizzate (se ne usate più d’uno va fatto con tutti i browser ed i diversi dispositivi) e dove trovate un elenco di società che lavorano con gli editori dei siti web/app per raccogliere e utilizzare informazioni utili alla fruizione della pubblicità comportamentale.

Network da attivare o disattivare

Per ogni società potete verificare se avete autorizzato a mostrare la pubblicità comportamentale ed eventualmente disattivare o attivare tutte o solo alcune.

Le estensioni per il browser

Il sito fornisce anche l’indirizzo per aggiungere estensioni ad hoc YourOnlineChoices nel vostro browser. Per Chrome c’è questo https://chrome.google.com/webstore/detail/youronlinechoices-persist/pbnjoahdkcfoagmplfghakflnofikibm.

In conclusione

La pubblicità comportamentale può essere molto utile perché partendo da quello che cercano e leggono gli utenti, è in grado di proporre annunci pubblicitari di brand, prodotti o servizi potenzialmente di maggiore interesse rispetto a quella contestuale.

I sistemi di monitoraggio non sono in grado di identificare chi è l’utente (almeno fino al momento in cui non lo comunichiamo direttamente, ad esempio riempiendo un modulo per ricevere informazioni, scaricare un documento o iscriversi ad un evento), a quel punto il sistema potrebbe essere in grado di associare il cookie al nome/cognome, alla mail ed alle altre informazioni che abbiamo inserito.

E’ possibile oggi, grazie a sistemi di opt-out, rimuovere l’autorizzazione ad essere seguiti con questa tipologia di pubblicità. Si tenga conto comunque che non autorizzare non significa evitare di vedere messaggi pubblicitari, per far questo ci sono altri sistemi di adblock utilizzabili ed a disposizione sul web.

Ed ora, preferite essere seguiti o no?