“La mia SEO va alla grande, con il mio Brand sono già in testa alla pagina, devo aprire una Campagna AdWords? Perchè?”

Sì, devi. Perché una campagna pubblicitaria AdWords sui motori di ricerca ha, rispetto a un posizionamento naturale, una serie di vantaggi che val la pena approfondire.

I vantaggi del search advertising

Google AdWords e Bing Ads sono le principali piattaforme di search advertising in Italia.

Annuncio in Google AdWords
Annuncio in Google AdWords Desktop di Ferragamo

Qui accanto potete vedere un esempio di campagna pubblicitaria di una delle principali case di moda italiane.

Pur essendo ben posizionati sulla pagina dei risultati Google, detta SERP (search engine results page), investono sul posizionamento pubblicitario del brand.

Perché una campagna di search advertising:

  • ha più appeal rispetto a quello organico, in cui i testi sono studiati per mantenere un posizionamento duraturo su Google;
  • può essere aggiornata velocemente; creare e proporre nuovi annunci a pagamento richiede qualche minuto, mentre modificare i testi del sito e i diversi metatag necessita di più tempo.
  • ha il vantaggio di potersi collegare a un periodo specifico (guardando l’esempio qui sopra, vedete che l’annuncio presenti anche link ad offerte per San Valentino, al Capodanno cinese, ecc.)
  • ha la possibilità di puntare su inviti all’azione studiati ad hoc per promozioni, sconti o offerte;
  • consente di sviluppare test per verificare quali annunci siano più performanti. Nel posizionamento organico cambiare continuamente contenuti rischia di penalizzare il posizionamento della pagina;
  • può indirizzare gli utenti a pagine di atterraggio ad hoc,con i prodotti più profittevoli o interessanti;
  • può proporre un numero di telefono che favorisce il contatto diretto  (in giorni/orari prestabiliti);
  • permette di ampliare lo spazio a disposizione nella pagina grazie alle estensioni. Nell’esempio grazie ai sitelink si possono indirizzare utenti su pagine ad hoc;

Le estensioni degli annunci pubblicitari

Accanto agli annunci, Google AdWords mette a disposizione degli inserzionisti la possibilità di inserire informazioni aggiuntive e specifiche.

Ne esistono di tipologie diverse, le estensioni di:

  • chiamata (il numero di telefono);
  • località (indirizzo, telefono, orari ecc.);
  • prezzo;
  • call out (per messaggi promozionali senza link);
  • sitelink (link verso altre pagine del sito);
  • snippet strutturati, ecc,

Google può decidere se proporre accanto ai risultati di ricerca (dipende dai punteggi qualità, ecc.), in questo caso l’annuncio copre uno spazio più ampio nella pagina.

Questa soluzione permette di ottenere maggiore visibilità e spostare verso il basso gli annunci della concorrenza e quelli organici.

Annuncio in Google AdWords
Immagine mobile di Borbonese da Google AdWords

In particolare, nel caso del mobile, un dispositivo sempre più utilizzato, dove gli utenti hanno uno schermo più piccolo rispetto al desktop, l’importanza degli annunci pubblicitari di Google si amplifica.

Nel caso dell’immagine a fianco, senza la campagna pubblicitaria attiva, il brand, sebbene posizionato organicamente in prima posizione, sarebbe stato sopravanzato da un distributore.

Che nei fatti diventa un concorrente (almeno sui margini, perché vendere direttamente rende di solito di più che tramite un rivenditore).

 In conclusione

Il consiglio è affiancare una buona campagna SEA (anche con  parole di brand, ovviamente in relazione al budget disponibile), anche in presenza di un buon posizionamento SEO.

Perché tutte e due collaborano in modo ottimale alla protezione del brand.

Dalla mia esperienza una campagna pubblicitaria di brand cannibalizza solo in parte le conversioni del posizionamento organico.

Di solito aumenta il numero degli acquisti, dei contatti via form o telefonici complessivo, ecc.

Qualche informazione in più potete trovarla nel mio libro Internet Advertising

Con costi complessivi e di conversione contenuti. Voi che ne pensate?

La radio è un media che ha sempre mantenuto la sua audience, grazie ad una serie di caratteristiche che la rendono unica rispetto agli altri mezzi di comunicazione, tra cui la possibilità di usufruirne in contesti diversi, a casa, al lavoro, ma soprattutto, ed è questa la novità rispetto agli altri, in viaggio.   E’ infatti uno strumento che non richiede la totale attenzione del l’utente.

Inoltre, gli strumenti radiofonici, ormai di tutti i tipi e tutte le dimensioni hanno costi molto contenuti e da anni sono ormai un accessorio presente nelle autovetture.
Sono oggi disponibili dati sugli ascolti radiofonici forniti da RadioMonitor[1], organizzati da Gfk Eurisko in un sistema di monitoraggio, che recupera i dati sulle audience e li fornisce a Emittenti, Pianificatori di pubblicità e Aziende investitrici.

Perché scegliere la radio: perché permette ancora di raggiungere una grande audience di pubblico, in Italia, ogni giorno sono 34 milioni gli italiani che accendono la radio, pari al 65% su una popolazione di 52milioni (> di 14 anni); su base settimanale la % degli ascoltatori sale all’84%, ossia 44 milioni.

E’ uno strumento che consente di raggiungere le persone sul posto di lavoro, in casa o in mobilità quando si stanno trasferendo da un posto ad un altro. Quindi oltre ad un’ottima copertura del target, consente anche una buona frequenza di ripetizione del messaggio, a vantaggio della notorietà aziendale.

Storicamente è uno strumento che consente un messaggio molto creativo e flessibile, ma allo stesso tempo i costi di produzione di contenuti (anche pubblicitari) e di trasmissione sono bassi.

La presenza delle radio locali consente di raggiungere un target geo localizzato, le trasmissioni a tema (es. quelle sportive o musica classica) o in orari particolari (es. orari notturni) possono consentire, in teoria, di raggiungere target con interessi ed abitudini definite.

Infine, la contemporanea evoluzione di Internet, delle web radio e la possibilità di ascoltare il messaggio in streaming o registrato, sono un aspetto ulteriore da tenere presente. Solo per fare un esempio installando iTunes[2] su dispositivi Mac o Windows è possibile ascoltare in streaming la musica da tutto il mondo

Perché NON scegliere la radio: perché il monitoraggio dei dati di ascolto avviene a campione proprio come il mezzo televisivo, questo è un limite, in un mondo di Big Data, che non consente un tracciamento e quindi un’analisi puntuale delle trasmissioni, degli ascoltatori, delle loro abitudini, dei loro interessi e dati sociodemografici.

Non permette perciò una valutazione dell’efficacia delle campagne pubblicitarie. Attraverso delle stime è più complesso ricavare analisi sulle vendite generate dalla campagna pubblicitaria sulle radio e calcolarne un ROI.

Se da un lato la scelta di radio locali consente la geolocalizzazione dei messaggi ad un target definito, è più difficile farlo con le emittenti radiofoniche nazionali, se non, appunto, con delle stime basate su interviste.

E’ uno strumento meno adatto ad un obiettivo di conversione, mentre è più utile a chi vuole farsi conoscere.

E’ uno strumento che lavora sulla voce, sulla musica ed i rumori, quindi meno adatto a prodotti che richiedono invece di mostrare il prodotto.

[1] Radiomonitor è una ricerca sull’audience radiofonica che misura gli ascolti di emittenti nazionali e locali, indaga il profilo degli ascoltatori, i luoghi di ascolto e i dispositivi utilizzati per ascoltare le radio. Ha predisposto sistemi di monitoraggio in linea con il passato per evitare discontinuità nelle rilevazioni e nei dati. Il sito è http://bit.ly/avsearch-radiomonitor

[2] http://bit.ly/avsearch-itunes-radio