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La Radio per le PMI

La radio è un media che ha sempre mantenuto la sua audience, grazie ad una serie di caratteristiche che la rendono unica rispetto agli altri mezzi di comunicazione, tra cui la possibilità di usufruirne in contesti diversi, a casa, al lavoro, ma soprattutto, ed è questa la novità rispetto agli altri, in viaggio.   E’ infatti uno strumento che non richiede la totale attenzione del l’utente.

Inoltre, gli strumenti radiofonici, ormai di tutti i tipi e tutte le dimensioni hanno costi molto contenuti e da anni sono ormai un accessorio presente nelle autovetture.
Sono oggi disponibili dati sugli ascolti radiofonici forniti da RadioMonitor[1], organizzati da Gfk Eurisko in un sistema di monitoraggio, che recupera i dati sulle audience e li fornisce a Emittenti, Pianificatori di pubblicità e Aziende investitrici.

Perché scegliere la radio: perché permette ancora di raggiungere una grande audience di pubblico, in Italia, ogni giorno sono 34 milioni gli italiani che accendono la radio, pari al 65% su una popolazione di 52milioni (> di 14 anni); su base settimanale la % degli ascoltatori sale all’84%, ossia 44 milioni.

E’ uno strumento che consente di raggiungere le persone sul posto di lavoro, in casa o in mobilità quando si stanno trasferendo da un posto ad un altro. Quindi oltre ad un’ottima copertura del target, consente anche una buona frequenza di ripetizione del messaggio, a vantaggio della notorietà aziendale.

Storicamente è uno strumento che consente un messaggio molto creativo e flessibile, ma allo stesso tempo i costi di produzione di contenuti (anche pubblicitari) e di trasmissione sono bassi.

La presenza delle radio locali consente di raggiungere un target geo localizzato, le trasmissioni a tema (es. quelle sportive o musica classica) o in orari particolari (es. orari notturni) possono consentire, in teoria, di raggiungere target con interessi ed abitudini definite.

Infine, la contemporanea evoluzione di Internet, delle web radio e la possibilità di ascoltare il messaggio in streaming o registrato, sono un aspetto ulteriore da tenere presente. Solo per fare un esempio installando iTunes[2] su dispositivi Mac o Windows è possibile ascoltare in streaming la musica da tutto il mondo

Perché NON scegliere la radio: perché il monitoraggio dei dati di ascolto avviene a campione proprio come il mezzo televisivo, questo è un limite, in un mondo di Big Data, che non consente un tracciamento e quindi un’analisi puntuale delle trasmissioni, degli ascoltatori, delle loro abitudini, dei loro interessi e dati sociodemografici.

Non permette perciò una valutazione dell’efficacia delle campagne pubblicitarie. Attraverso delle stime è più complesso ricavare analisi sulle vendite generate dalla campagna pubblicitaria sulle radio e calcolarne un ROI.

Se da un lato la scelta di radio locali consente la geolocalizzazione dei messaggi ad un target definito, è più difficile farlo con le emittenti radiofoniche nazionali, se non, appunto, con delle stime basate su interviste.

E’ uno strumento meno adatto ad un obiettivo di conversione, mentre è più utile a chi vuole farsi conoscere.

E’ uno strumento che lavora sulla voce, sulla musica ed i rumori, quindi meno adatto a prodotti che richiedono invece di mostrare il prodotto.

[1] Radiomonitor è una ricerca sull’audience radiofonica che misura gli ascolti di emittenti nazionali e locali, indaga il profilo degli ascoltatori, i luoghi di ascolto e i dispositivi utilizzati per ascoltare le radio. Ha predisposto sistemi di monitoraggio in linea con il passato per evitare discontinuità nelle rilevazioni e nei dati. Il sito è http://bit.ly/avsearch-radiomonitor

[2] http://bit.ly/avsearch-itunes-radio